E' morto Aleksej Balabanov. La notizia ha scosso il mondo del cinema russo, sembra infatti impossibile che l'autore di film culto come
Brat (Fratello)
e
Cargo 200, non ci sia più. Malato da tempo, ma solo gli intimi erano al corrente della notizia, il regista continuava a lavorare e, secondo le parole dell'amico Aleksandr Mosin, proprio poche ore prima della morte aveva terminato la sceneggiatura di un film, sulla trama del quale però non si sa ancora nulla.

Nato nel 1959 a Sverdlovsk (ora Ekaterinburg) sugli Urali, girò il suo primo film, del quale era stato anche sceneggiatore, nel 1985. Qui si vede un concerto del gruppo
Nautilus Pompilius, che ebbero un ruolo importante nel film Brat, del quale firmarono l'indimenticabile colonna sonora che tanta parte ebbe nel successo della pellicola. Nel 1990 Balabanov si trasferisce a Leningrado, dopo
Brat e
Brat 2 gira
Zhmurki con Nikita Michal'kov e Dmitrij Djuzhev, del 2007 è il momento di
Gruz 200 (Cargo 200) film sulla realtà sovietica durante la guerra con l'Afghanistan; il film è molto crudo, con scene sconvolgenti, per questo motivo in molte città russe non è stato neppure proiettato nelle sale cinematografiche.

Del 2008 il film
Morfij (Morfina), un omaggio a
Sergej Bodrov che ne aveva scritto la sceneggiatura, ispirandosi ai R
acconti di un giovane medico di Michail Bulgakov. Ricordiamo che Bodrov fu l'indimenticabile interprete di Danila Bagrov in
Brat e che morì tragicamente nel Caucaso nel 2002, all'età di 31 anni. L'ultimo film di Balabanov,
Ja tozhe chochu (Me too), è del 2012, narra il viaggi
o di 5 persone diversissime tra loro, nella campagna russa, tra San Pietroburgo e la cittadina di Uglich, alla ricerca del Campanile della Felicità.
Sogno della vita di Balabanov era un film sulla giovinezza di Stalin e il suo passato di terrorista. La sceneggiatura è purtroppo incompiuta ma il figlio del regista, Fedor, si ripromette di portarla a termine.
I funerali si sono svolti oggi nella chiesa di San Vladimir a Pietroburgo, il regista è stato sepolto nel Cimitero Smolenskij, sempre a Pietroburgo (sull'Isola Vasil'evskij).
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