lunedì 6 giugno 2016

Cinema russo d'autore a Jesolo

Per chi si trova dalle parti di Jesolo: andate a vedere  questi bellissimi film coi sottotitoli italiani,  dal 20  al 24 giugno. Sono tutti molto belli ma, per mio gusto personale, consiglio vivamente "La fine di un'epoca meravigliosa", tratto dal romanzo, Il compromesso di Sergej Dovlatov e girato con grande verve e ironia dal "grande vecchio" del cinema russo, Stanislav Govoruchin.

venerdì 6 novembre 2015

Un film del 1958 di Sergej Paradzhanov

Attirati dalla bella locandina, che ricorda vagamente un classico italiano: "Pane, amore e fantasia", ci siamo imbattuti in questo film decisamente "carino", tutto sentimento, girato nel 1958. 
Si intitola "Pervyj paren' " (Il primo ragazzo), e narra la storia di Danila, ex militare, smobilitato, che torna al paesello natio e, accortosi che la gioventù non ha un posto per trascorrere il tempo e ciondola in giro senza costrutto, decide di costruire uno stadio.
I giovani sono in fermento, ma più di tutti lo è Efim (Jushka), uno scavezzacollo che ha irritato i  compagni con i suoi scherzi a volte un po' troppo crudeli. 
Grigorij Karpov, nel ruolo di Efim Jushka
Per conquistare l'amore di Odarka, la ragazza del suo cuore Jushka decide di diventare il primo ragazzo del paese, il primo calciatore, quello più in gamba. 
Ljudmila Sosjura, nel ruolo di Odarka

Incredibilmente il regista del film è del regista Sergej Paradzhanov.


Paradzhanov
Paradzhanov è noto soprattutto per le pellicole visionarie e sognatrici del 1969, qui invece, all'inizio della carriera di cimenta con un film facile che ci propone le atmosfere rilassate del "disgelo".
Uno dei suoi film più belli è sicuramente
 lo strepitoso Il colore del melograno (Sayat Nova).
Biografia del trovatore armeno Sayat Nova, il film propone una successione  di immagini quasi oniriche che esercitano una forte impressione sullo spettatore.  Se qualcuno vuole approfondire può vedere il film online al link sotto

https://vimeo.com/36432393
Il colore del melograno in italiano

Ritornando al Pervyj paren'
Volete sapere se il protagonista riuscirà nel suo intento, diventare il primo calciatore e conquistare l'amore di Odarka?
Se la risposta è si potete vedere il film al link youtube coi sottotitoli in francese.
Ricordiamo anche che è una commedia musicale!

https://www.youtube.com/watch?v=DpQjHZ8MSy0

Buona visione!

giovedì 15 ottobre 2015


L'Associazione Culturale “ITALIA-RUSSIA” - sezione di Bergamo
Associazione Italiana per i Rapporti Culturali e di Amicizia con la Russia – fondata nel 1986

presenta un SEMINARIO in quattro incontri sul  cinema russo contemporaneo: LA RUSSIA DI OGGI ATTRAVERSO L’OBIETTIVO DI CINEASTI RUSSI, a cura della prof.ssa Marica Fasolini(Università di Pavia) con proiezione di film originali in lingua russa con sottotitoli in italiano o inglese, presentazione e commento in italiano.
Gli incontri si terranno presso la nuova sede dell’Associazione Italia-Russia di Bergamo in via Casalino, n. 5/H (scala a destra, piano terra).
Quota di iscrizione al seminario: 20 Euro per i 4 incontriAl termine del seminario sarà rilasciato un attestato di frequenza.
E’ d’obbligo l’iscrizione via mail: elenvict@hotmail.com


MARTEDI’ 27 OTTOBRE ore 18.30 - I incontro:  Duchless 
(Duchless, commedia, 2011, 105’).                                                                 
Regia di Roman Prygunov. Attori: Danila Kozlovskij, 
Marija Andreeva. Il film narra dell'ascesa, caduta 
e catarsi di Maks Andreev, giovane rampante 
nella Mosca di oggi, tra affari, feste, droga, belle donne
e macchine di lusso. Ma l'incontro con una 
giovane attivista politica gli cambierà la vita.





MARTEDI’ 3 NOVEMBRE ore 18.30 - II incontro: Durak 

(Lo scemo, drammatico, 2014, 116’). 
Regia di Jurij Bykov. Attori: Artёm Bystrov, Natalja Surkova. 
In una non ben definita città di provincia, il giovane Dmitrij, 
studente di ingegneria e responsabile della manutenzione
di alcuni stabili cittadini, denuncia il pericolo di crollo imminente
di un edificio dove vivono ottocento persone. Convinto di
trovare appoggio nelle autorità, si scontrerà invece con
gli interessi dei notabili della città.





MARTEDI’ 10 NOVEMBRE ore 18.30 - III incontro: Žit' 
(Vivere, drammatico, 2012, 119’), regia di Vasilij Sigarёv, 
con Jana Trojanova. 
Ambientato nella sperduta provincia, il film racconta
 tre storie che si intrecciano: quella di un bambino 
che è stato allontanato dal padre, di una ragazza che 
perde il suo amore e di una madre che perde quello 
che di più caro ha al mondo. Un film terribile e bellissimo.






MARTEDI’ 17 NOVEMBRE ore 18.30 -  IV incontro: Skoryj “Moskva-Rossija”
(Treno espresso “Mosca Russia”, commedia brillante, 2014, 84’). 
Regia di Igor' Vološin. Attori: Sergej Svetlakov, Margerita Levieva, 
Michael Madsen.
Il protagonista del film, Sergej, ha un sogno: ricevere
un milione di like a un suo video su youtube. Per riuscirvi
sale su un treno che lo deve portare a Vladivostok 
dove si è impegnato a compiere alcune assurde imprese. 
Sul treno incontra Mila, una attrice americana di origini russe, 
che deve raggiungere la sua troupe per girare un film. 
Il viaggio sarà lungo, avventuroso e molto divertente. 


lunedì 20 luglio 2015

Un film raffinato: Week-end di Stanislav Govoruchin

Il film di cui parliamo oggi è Week-end di Stanislav Govoruchin. La storia di questa pellicola è contrastata, girata nel 2012, presentata l'anno successivo, non fu ben recepita dal pubblico che addirittura sghignazzava in sala. La reazione, assolutamente inaspettata per il regista, fece dire a Govoruchin (classe 1936) che non avrebbe mai più girato un film. 
Il film è invece straordinariamente ben fatto... Avvincente e pieno di citazioni di altri registi. Ricordiamo inoltre che il film è il rifacimento del francese Ascensore per il patibolo, diretto nel 1957 diretto da Luis Malle, con Jeanne Moreau, Maurice Ronet e Lino Ventura, tratto a sua volta dal libro di Noёl Calef. 


Il remake, girato in bianco e nero, narra la storia di un giovane manager Jurij Andreevich  che uccide un revisore dei conti accortosi del furto di milioni di rubli perpetrato dal funzionario. 
Il piano ordito dal giovane non fa una grinza, con un sotterfugio, esce dal suo ufficio e uccide il revisore, recupera i documenti che lo accusano di furto e ritorna senza che nessuno lo veda. Anzi la sua segretaria è pronta a giurare e spergiurare che Jurij Andreevich non sia mai uscito dal suo studio. 
Ma qui entra in gioco il destino, già convinto di averla fatta franca, a bordo della sua bella macchina decapottabile (quella che i russi chiamano inomarka, marca straniera, molto ambita dalla gente di successo), Jurij si accorge di aver lasciato i fogli sottratti al revisore sulla scrivania. 


Ritorna in ufficio di corsa, lasciando cadere le chiavi della macchina sul marciapiede, ma sono le sette e mezza di sabato, il guardiano spegne tutto ferma l'ascensore dove si trova il manager che si trova intrappolato senza possibilità di uscire fino alla mattina del lunedì. 
Maksim Matveev e Ekaterina Guseva


Nel frattempo un giovane sfaccendato, trovate le chiavi vicino alla macchina, prende l'auto in prestito e da qui inizieranno alcune vicissitudini che porteranno a una conclusione che lo spettatore non si aspetta. Girato in una non ben identificata città-metropoli, il film presenta anche molte scene di nudo, che Govoruchin, nonostante le pressioni subite, non ha tolto e effettivamente sono giustificate e ma volgari. 
Viktor Suchorukov
 Il film ha diverse citazioni dalla cinematografia francese, i critici hanno messo in rilievo suggestioni ereditate da Godard e Truffaut, io aggiungerei anche un taglio molto hitchockhiano, specialmente nella prima parte dell'omicidio dell'anziano revisore, con alcune visioni che ricordano Io ti salverò, ma anche la Donna che visse due volte. E anche qualcosa di Caccia al ladro nelle corse con la spider sottratta a Jurij Andreevich. E' un film davvero raffinato, con alcune parti profondamente disturbanti, per cui riesco a comprendere come l'accoglienza in patria sia stata decisamente tiepida. 
Non voglio svelare il finale che è assolutamente destabilizzante e inaspettato. 
Julija Peresil'd
Ricordo però gli attori che sono tutti molto noti, a partire da Maksim Matveev, nella foto sopra con 

Ekaterina Guseva, è il giovane attraente protagonista. La Guseva, che probabilmente molti ricordano come la moglie del boss Sasha Belyj in Brigada, ha il ruolo dell'attempata e assillante moglie di Jurij. Diciamo che fra tutti il suo personaggio è forse il meno incisivo. 
Viktor Suchorukov (il Brat di Balabanov) nella parte dell'investigatore zelante è perfetto. Abbiamo anche Aleksandr Domogarov, nel ruolo del cognato di Jurij, prefetto della città. 
Domogarov e la Guseva
Una piacevole conferma è Julija Peresil'd nei panni di Inga, l'affascinante segretaria di Jurij, peronaggio tutto d'un pezzo. 
Nel film ci sono anche altri attori che hanno un ruolo fondamentale nella vicenda citiamo la giovane Julija Chlynina e Vladislav Chepurchenko, bravissimi. Chepurchenko è abilissimo nel ruolo di giovane senza valori morali, talmente bravo che per tutto il film vorresti prenderlo a schiaffi! 

Da guardare?: Assolutamente SI!


Julija Chlynina



Vladislav Chepurchenko



domenica 19 luglio 2015

Un poster al giorno





Brilljantovaja ruka (Il braccio di diamanti traduzione letterale, in Italia è uscito come Crociera di lusso per un matto) 1968,
Regia di Leonid Gajdai
Attori: Jurij Nikulin, Andrej Mironov Nonna Mordjukova

A questo link il film su youtube coi sottotitoli in inglese.

Qui il trailer in inglese, coi sottotitoli in russo!








lunedì 27 aprile 2015

Un film per pensare: “Durak” (Lo scemo) di Jurij Bykov


Durak esce nel 2014 e è sicuramente una pellicola da non perdere, grazie soprattutto alla robusta e eccellente sceneggiatura. Bykov narra la storia di un ragazzo semplice, che, nonostante il titolo, scemo non è; ci ricorda però una di quelle figure che, candidamente, senza guardare nessuno in faccia, senza essere a conoscenza di intrighi e pastette, denunciano quello che non va.

Il regista  è famoso per i suoi film che smascherano la corruzione in una Russia moderna, popolata da figure senza scrupoli, in città dominate dalla mafia che è spesso connivente con le autorità. 

domenica 18 gennaio 2015

Secondo il ministero della cultura Leviathan non è un film antirusso, ma neanche tanto russo

Non sono un'anima polemica. In genere mi va bene quasi tutto. Sto in silenzio, faccio le mie considerazioni, mi comporto di conseguenza. Ultimamente però, sarà l'età, sarà che sono diventata stizzosa, sarà che la situazione, in generale, è insopportabile, mi arrabbio. 
So che è inutile, so che soltanto le mie coronarie ci vanno di mezzo, ma mi arrabbio, vorrei usare un'altra parola, ma il turpiloquio lo riservo solo ai miei cari. 
Premetto che il film non l'ho ancora visto, premetto che non voglio dare un giudizio artistico, ma buttare giù due considerazioni.
Vorrei quindi dire due parole sull'atmosfera che si sta creando intorno al film di Andrej Zvjagincev, Leviathan.
Il film ha avuto numerosi riconoscimenti: A Cannes 2014 ha ricevuto il premio per la miglior sceneggiatura (del regista e di Oleg Negin), vincitore del Golden Globe come miglior film straniero e ora candidato all'Oscar. 
Teriberka, foto di Viktor Borisov
Zvjagincev è un regista famoso, suoi film premiati sono stati Il ritorno del 2003, e Elena del 2011. 
Diciamo che è uno dei fiori all'occhiello della cinematografia russa di oggi.
Però, da quello che viene fuori in questi giorni, abbiamo capito, alle autorità il suo approccio alla realtà non piace. Troppo estremista, troppo catastrofico, "da noi non è così", si sente dire. Troppo improntato sulla corruzione. 
Noi italiani siamo il contrario, appena qualcosa va male, appena si parla di corruzione, di soprusi e di ingiustizie ecco che tutti già sapevamo, ecco che tutti ce lo immaginavamo. In fondo da noi la corruzione è una tradizione culturale. Ma lo è anche in Russia e si vede già nella letteratura del XIX secolo, quindi Zvjagincev, da questo punto di vista, ha scoperto l'acqua calda. 
Vladimir Medinskij
Il problema è che tutto ora deve essere messo a tacere, il Ministero della Cultura russa, nella persona del discusso e poco amato ministro Vladimir Medinskij che già nel 2014, quando il film è stato presentato a Cannes, aveva già detto che bisognava togliere dai dialoghi il turpiloquio, ha rilasciato a Izvestija, in data 15 gennaio 2015,  una intervista sul film.
Sul turpiloquio c'è poco da dire, probabilmente il ministro ha a che fare con persone di un certo livello che parlano in punta di forchetta. Non sarà abituato, probabilmente, negli ambienti che frequenta lui, la massima offesa è probabilmente  la parola sciocchino...
Teriberka, Mercato coperto, foto di Viktor Borisov
Nell'intervista di cui si parla (link), alla domanda se consideri il film antirusso, il ministro risponde che il film più che altro non gli sembra russo. Secondo lui si tratta di una storia universale, girato nel villaggio di Teriberka, ma avrebbe potuto essere girato ovunque. Il politico continua dicendo che non riconosce se stesso e nessuno dei suoi colleghi nei personaggi descritti nel film e che il film narra una vicenda che strizza l'occhio allo spettatore occidentale. 
Medinskij si auspica poi che Zvjagincev, con il contributo del Ministero della Cultura, giri film di altro indirizzo, e non solamente dei film pervasi da disperazione esistenziale. 
Anche i commenti dei cittadini non sono tutti favorevoli, molti vedono uno scandalo nel fatto che la vicenda sia stata ambientata nel nord della Russia. La decisione di non distribuire il film nella regione di Murmansk, dove è stato girato (Villaggio di Teriberka), pare ufficiale.

E intanto la realtà, come spesso accade, supera la finzione: un paio di giorni fa, nella città di Kirovsk (vicino al luogo dove si trovava il set), un uomo d'affari, vessato dalle autorità  ha sparato al sindaco e al suo vice uccidendoli, L'uomo si è poi suicidato sparandosi alla testa, sul suo corpo è stato trovato un biglietto: pare che vi fosse scritto: "non ho nessuna speranza in un processo equo".
Teriberka, panorama







Leggi! Vedrai che ti interessa

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