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Il tema del provinciale nella grande città è stato molto sfruttato sia nel cinema che nella letteratura, e spesso non è una storia di successo quella che viene raccontata, ma una ulteriore variazione sul tema delle Illusioni perdute di balzachiana memoria. Anche in questo caso la capitale, Mosca, non è solo un bello sfondo all'azione ma è protagonista della pellicola insieme a Valiko che, pur deluso dalla realtà, è riuscito almeno nel suo intento, a realizzare, seppure, tra mille difficoltà, il suo sogno. E torna a casa non a malincuore, ma sicuro della sua decisione.
Il regista di questo film è Georgij Danelija (classe 1930), figlio d'arte, la madre lavorava come aiuto regista proprio a Mosfilm. Di Danelija parhleremo ancora perché è autore di film che hanno fatto la storia della cinematografia sovietica come il celeberrimo Ja shagaju po Moskve. (A zonzo per Mosca, del 1964), Afonja e molti altri.
Oltre all'hotel Rossija e al Teatro Bolshoj per il quale, in modo miracoloso Valiko è riuscito a avere i biglietti, nel film compare la via Novyj Arbat che all'epoca si chiamava Kaliniskij prospekt con la sopravvissuta chiesetta di Simeone lo Stilita costruita alla fine del XVII dalla corporazione di cuochi, panettieri e tessitori specializzati in tovaglie. Questa chiesa per molti anni fu uno dei luoghi più amati per i matrimoni in quanto proprio qui nel 1801 si era sposato il conte Nikolaj Sheremetev con Praskov'ja Zhemchugova, attrice e ex-serva della gleba. In questa chiesa si recava alle funzioni anche lo scrittore Nikolaj Gogol'. E proprio davanti a essa viene eseguita la canzone Chita-Grita (Uccellino- Piccolino) che è tema musicale del film e è cantata anche nei i titoli di testa (al minuto 40.00).

Mimino (Мимино), URSS 1977; regia G. Danelja, attori Vachtang Kikabidze, Elena Proklova
http://www.youtube.com/watch?v=5blURTqmYUg&wide=1
Sottotitoli in inglese
Buona Visione!
Corretti alcuni refusi
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